Non mancate!!! :-)
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Programma
Al nastro di partenza l'"Artistinstrada 2010", il festival internazionale itinerante di arte di strada, giunto alla sua sesta edizione. La rassegna prenderà il via mercoledÏ 28 luglio da Gioia del Colle, in provincia di Bari, per proseguire fino al 13 agosto con altre quindici tappe, che toccheranno paesi e città di Basilicata, Puglia, Campania e Calabria, portando in giro le migliori compagnie di teatro di strada e nuovo circo del panorama nazionale ed internazionale. La direzione artistica della manifestazione, ideata nel 2005 dall'associazione culturale "Il Circo dell'Arte" della cittadina Oraziana, è affidata, come ogni anno, a Pasquale Cappiello, manager dello spettacolo di qualità. La carovana si rimette in moto, sempre più nutrita e sempre più girovaga. "4 Continenti, 14 nazioni, 4 regioni, 7 province, 16 comuni, 22 compagnie, 200 spettacoli gratuiti, sono solo alcuni dei numeri dell'edizione 2010 del festival" - spiega Pasquale Cappiello - "con protagonisti assoluti loro: gli artisti di strada. Protagonisti di un teatro unico, di un circo senza tendoni e senza palcoscenico, che ha per tetto le stelle e per palco gli angoli pi? suggestivi dei centri storici. Ritorna la carovana del buonumore per stupire, rallegrare, emozionare."Un vortice di energie fra teatro, musica, danze e acrobazie, ospitato dai 16 Comuni che hanno fatto propria l'iniziativa, offrendo strade, vicoli e piazze come palcoscenico per artisti provenienti da ben 14 nazioni: dall'Argentina alla Bielorussia, dalla Spagna a Israele, dal Cile al Marocco, dalla Germania all'India, dal Kenya al Giappone. Ben 22 sono le compagnie selezionate per questa sesta edizione del festival, che complessivamente metteranno in scena circa 200 spettacoli gratuiti.Nel dettaglio, le sedi dell'edizione di quest'anno di "Artistinstrada International Street Festival" saranno: Gioia del Colle (28 luglio), Castelgrande (29 luglio), Palazzo San Gervasio (31 luglio), Sant'Andrea di Conza (31 luglio e 1 agosto), Maschito (2 agosto), Matera (3 agosto), Venosa (4 e 5 agosto), Castelluccio Inferiore (5 agosto), Accadia (6 agosto), Acerenza (6 agosto), Apricena (8 agosto), Rapolla (9 agosto), Minervino Murge (10 agosto), Barile (11 agosto), Forenza (12 agosto) e Mormanno (13 agosto).Novità di questa edizione sarà una particolare iniziativa che farà da contorno alla manifestazione. Si tratta di "Pittura in strada", un'estemporanea di pittura che caratterizzerà le tappe di Sant'Andrea di Conza e di Venosa. Gli artisti chiamati a partecipare dovranno cimentarsi nella realizzazione di un dipinto sul tema dell'arte di strada, come omaggio al festival. L'opera vincitrice finirà sul manifesto ufficiale dell'edizione 2011.Ancora una volta, "Artistinstrada" si preannuncia come un grande evento dell'estate: una kermesse che attrae per la speciale miscela tra intrattenimento di qualit‡ e valorizzazione a fine turistico dei centri storici di pregio.
Redigere un piano strategico e condiviso, mirato alla valorizzazione delle risorse turistiche che costituiscono il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico di Venosa.
A Venosa dal 16 al 18 aprile 2010, si terrà la prima Fiera Mediterranea, "Legno Energia Sud Italia", incentrata in modo specifico sui temi della filiera legno energia.
A Venosa (Pz) Continuano le mostre in programma alla “Galleria 25” con una nuova doppia personale, dedicata ai pittori Francesco Giacomazzi e Angelo Dionigi Fornaciari.
Il Museo Archeologico Nazionale di Venosa ha organizzato un concerto con canti e musiche per il SS. Natale, eseguiti dalla Schola Cantorum Sacro Cuore diretta da Silvia Soldo.
Presso la Galleria 25 di Venosa una nuova importante rassegna. Si tratta di una bipersonale dedicata a due rappresentanti del panorama artistico italiano contemporaneo, con alle loro spalle decenni di esperienza: Giuliano Trombini e Matteo Fiorentino.
Sabato 28, presso la "Galleria 25" di Venosa, uno spazio dedicato all'arte nel cuore del centro storico della città di Orazio, situata proprio nella piazza dedicata al sommo poeta latino, alle spalle della statua che lo raffigura apre la collettiva "FramMenti d'Arte", con un'ampia selezione di opere pittoriche di artisti contemporanei. La galleria prende il suo nome dal numero civico di Piazza Orazio in cui è collocata e si propone di diventare nel tempo uno spazio privilegiato per la promozione dell'arte e pù in generale della cultura. Venosa, con la sua storia millenaria e i secoli di cultura che ha alle spalle, costituisce l'ambiente ideale per questo tipo di iniziative, soprattutto in un momento storico in cui, nel territorio del Vulture, molto fermento si percepisce intorno all'arte pittorica. La mostra "FramMenti d'Arte", con cui la "Galleria 25" intraprende nel migliore dei modi le sue attività, vuole portare all'attenzione non solo della popolazione locale, ma anche di un pubblico più ampio a livello regionale ed extra-regionale, un gruppo di pittori che, con le loro opere e il loro genio artistico, hanno dato lustro, e ancora continuano a dare, all'arte italiani nel corso degli ultimi decenni. Tutte le opere vogliono rappresentare tante tessere di un mosaico, che accoglierà i visitatori alla scoperta della bellezza dell'arte e delle emozioni che essa trasmette.
Venerdì 11, alle ore 18, presso il Castello "Pirro del Balzo" di Venosa, la Fidapa, sez. di Venosa, presenterà il libro scritto dal sostituto Commissario della Polizia di Stato, Gianfranco Di Santo, dal titolo: "LE VERITA' NASCOSTE-Il terrorismo rosso in Italia 1970-2007". Il libro ha come suo scopo quello di ricordare le vittime del terrorismo politico in Italia, non meno delle loro famiglie.
A Venosa, presso il Castello "Pirro del Balzo", dal 30/08/2009 al 12/09/2009, si terrà la mostra d'arte: "Venosa Le donne l'Arte", promossa dall’Amministrazione comunale e Fidapa Venosa.
L’Amministrazione comunale di Venosa candida il sito paleolitico di Notarchirico a patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.Un patrimonio dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) è un luogo specifico, naturale o artificiale, che è scelto per il programma internazionale dei patrimoni dell’umanità amministrato dall’UNESCO. Il programma ha lo scopo di catalogare, indicare e preservare siti di eccezionale importanza, sia naturale che culturale, che possono essere considerati Patrimonio comune dell’umanità.La proposta avanzata dal Sindaco di Venosa, Carmine Miranda Castelgrande, è stata formalmente presentata dalla Prof.ssa Margherita Mussi a Parigi, dove ha sede l’UNESCO, il 9 maggio 2009, su indicazione del Prof. Marcello Piperno, uno dei più autorevoli e importanti studiosi del sito che ha contribuito, negli ultimi 30anni, in maniera incisiva, alla sua conoscenza e valorizzazione.Le prime scoperte di bifacciali ed ossa di elefante antico a Venosa risalgono al 1879, durante dei lavori di scavo per la realizzazione di una strada, presso la località Terra Nera. L’evento costrinse la scienza ufficiale dell’epoca a modificare la propria teoria, la quale affermava che i cacciatori-raccoglitori paleolitici non erano mai giunti nella nostra penisola. A questa interessante scoperta seguirono, agli inizi del ‘900, diversi interventi di scavo ad opera di studiosi, come Quagliati e Rellini. Quest’ultimo, nel 1930, documentò, nella vicina località Loretello, l’esistenza di due distinti livelli preistorici. Studiosi e amatori locali (Monsignor Briscese, Domenico Topa, Gerardo Pinto) cominciarono a raccogliere intere collezioni di manufatti litici e di faune, provenienti dalle varie località del bacino di Venosa: oggi, fortunatamente, tutti questi materiali sono esposti all’interno del Museo Archeologico Nazionale della città oraziana. Dal 1956 al 1962, l’Istituto Italiano di Paleontologia Umana cominciò a scavare nella vicina località Loreto, dove i lavori poi proseguirono nel 1974 in collaborazione con il Museo di Antropologia Preistorica del Principato di Monaco. Finalmente nel 1979 avvenne l’eccezionale scoperta del sito paleolitico di Notarchirico: durante delle ricognizioni effettuate da parte dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana e della Soprintendenza Speciale al Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico. Nel 1985, entrambe le Istituzioni, in collaborazione con la Soprintendenza archeologica della Basilicata, con il Comune di Venosa e con il Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Napoli “Federico II”, diedero il via agli scavi e alla musealizzazione del sito. Una nuova pagina di storia, o meglio, di preistoria, relativa al nostro continente veniva spiegata e raccontata in una serie stratigrafica, riferibile alle fasi iniziali e medie del Pleistocene medio, tra i 650.000 e i 200.000 anni fa. All’epoca, il territorio venosino era caratterizzato dalla presenza di un vasto bacino lacustre, dominato dal Vulture in intensa attività. Nel sito (un’area di circa 275 mq) è possibile ammirare gli undici livelli di scavo sovrapposti, che documentano l’origine e l’evoluzione dell’Acheuleano in Europa occidentale. Notevoli quantità di strumenti litici (in prevalenza ciottoli su calcare e bifacciali su selce) e resti ossei relativi alle faune più frequenti, che vivevano nella zona di Notarchirico (elefante antico, cervidi, bovidi, seguiti da cinghiali, rinoceronti, lepri e rari resti di avifauna come l’anatra marzaiola), sono inseriti tra fitti lastricati di ciottoli, causati da fenomeni naturali quali il dilavamento delle acque.I depositi di tefra al di sopra del livello F documentano un momento di intensa attività vulcanica. La “Tefra di Notarchirico” rappresenta al momento la sola ricaduta diretta identificata con certezza in un sito acheuleano dell’Italia meridionale e, la sua diversa distribuzione, potrebbe spiegare la variabilità di faune e di clima dei vicini bacini di Loreto e Notarchirico: il primo, più caldo e con ampie zone boschive, mentre il secondo più aperto, con prevalenza di praterie erbose. Al di sotto della paleosuperficie Alfa, è stata individuata la cosiddetta “area dell’elefante”, caratterizzata dalla presenza del cranio, delle zanne e della mandibola di un elefante antico, giacente in posizione capovolta, probabile preda di caccia dell’uomo. L’utilizzo di tutte le parti molli del cranio (cervello, lingua, proboscide, ecc…) è testimoniato dai 41 manufatti litici rinvenuti sopra e attorno ai resti ossei dell’animale. Non è ben chiaro se il cranio sia stato trasportato in quell’area dalle acque o se l’animale sia morto sul posto.Nel 1985, a pochi centimetri sopra il livello Alfa, il prof. Marcello Piperno rinvenne il più antico resto umano dell’Italia meridionale: una diafisi femorale relativa ad una donna vissuta circa 350.000 anni fa. Le caratteristiche morfologiche del reperto coincidono con quelle di Homo erectus, mentre la neoformazione ossea, che si estende a tutta la superficie, fa pensare ad una ferita alla coscia, riportata dalla donna preistorica in seguito ad un episodio violento.All’interno della struttura è esposto un calco in gesso del vicino sito di Loreto, nell’attesa che si realizzi un più ampio progetto di valorizzazione, attraverso la creazione di un unico parco preistorico musealizzato.Al momento Notarchirico resta uno dei siti preistorici più importanti d’Europa per antichità, continuità della serie archeologica e spettacolarità delle evidenze presenti. “La proposta di inserimento tra i patrimoni dell’umanità da preservare e valorizzare, non solo è una delle iniziative di grande spessore culturale dell’attuale Amministrazione comunale e del Prof. Piperno - ha commentato sulla notizia l’assessore al turismo Roberto Preite - ma l’occasione per far conoscere ad un più vasto pubblico una pagina significativa della storia del paleolitico che appartiene all’intera umanità e, evidentemente, la Città di Venosa che arricchirebbe di un’altra gemma la sua collana di tesori”.