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lunedì 17 gennaio 2011

AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DI UN GRUPPO DI ALLEVATORI E TRASFORMATORI DI “SUINO DI CANCELLARA”

Un’occasione di confronto e scambio di esperienze su metodi e modelli organizzativi tra aziende zootecniche che hanno scelto di dare un valore aggiunto alla produzione agricola, ovvero di associarsi in una associazione temporanea d’impresa “ATI salumi cancellaresi” per trasformare e commercializzare la carne di suino prodotta nei propri allevamenti. Sarà questo lo scopo del viaggio-studio organizzato dall’Azienda Agraria Sperimentale Dimostrativa “Pantano” di Pignola dell’ALSIA, per le giornate di giovedì 20, venerdì 21e sabato 22 gennaio, che vedrà protagoniste 15 di aziende zootecniche della montagna di Cancellara in visita alla realtà di produzione e trasformazione di suini in Marche e in Emilia Romagna.
Il viaggio è una delle azioni che l’ALSIA - Azienda Agricola di “Pantano” di Pignola e Comunità Montana “Alto Basento” con il supporto dell’Amministrazione locale di Cancellara, hanno messo in atto per rilanciare l’economia degli allevamenti suinicoli del territorio rurale di Cancellara.
Partendo da questo obiettivo, i tre Enti pubblici hanno dato vita a una collaborazione, che ha portato al riconoscimento della Salciccia di Cancellara tra i prodotti tipici della Regione Basilicata e alla sua pubblicazione nella decima revisione dell’elenco dei prodotti tradizionali riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole ai sensi del D.M. n° 350/92.
In una Nazione come quella italiana forte importatrice dalla Germania di carne di maiale, i cui livelli di diossina sono, è notizia di pochi giorni fa, superiori ai limiti ammessi per legge, si vuole far riscoprire ai consumatori la produzione di origine controllata rivolgendosi direttamente agli allevatori locali che allevano e trasformano maiali in strutture indenni da malattie secondo tecniche che si basano sull’igiene, la sanità e il benessere degli animali, nonché sulla qualità dell’alimentazione.
Qualità che deriva dalle caratteristiche degli animali allevati, dalla qualità degli alimenti utilizzati in ogni fase della crescita del suino e dalla possibilità di pascolo.
Le prove di macellazione finora eseguite su animali dell’età di 15 mesi e del peso medio di 210 kg, hanno messo in luce caratteristiche peculiari in rapporto alla possibilità di ottenere prodotti di elevata qualità.
Il programma del viaggio-studi prevede nella giornata di giovedì l’incontro tra la delegazione composta da allevatori di Cancellara e funzionari ALSIA con il tecnico dott. Ugo Testa dell’ASSAM (Agenzia Servizi Settore Agroalimentare Marche) che segue l’allevamento del suino “della Marca”. Le giornate di venerdi 21 e sabato 22 proseguiranno a Parma con l’incontro presso l’APA (Associazione Provinciale Allevatori) del dott. Raffaele Manini e del suo staff tecnico di veterinari impegnato nella selezione genetica del suino “Nero di Parma” e presso il SSICA (Stazione Sperimentale per le Industrie Conserviere Alimentari) con il dott. Pietro Baldini per capire le peculiarità della trasformazione delle carni di suino nero di Parma.In entrambe le giornate sono in programma le visite ad allevamenti suini e di trasformazione, per conoscere come i “colleghi marchigiani e emiliani” sono riusciti a farsi conoscere e apprezzare dai consumatori la loro produzione di nicchia attraverso una specifica valorizzazione, in quanto produzione limitata che trova il giusto spazio nella ristorazione di alto profilo e nella trasformazione in salumi di straordinaria unicità, commercializzati, soprattutto, attraverso la vendita diretta.
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lunedì 13 settembre 2010

LA MELANZANA ROSSA DI ROTONDA SU RAIUNO

La trasmissione di Rai Uno “Occhio alla spesa”, condotta da Alessandro Di Pietro, dedicherà uno spazio alla Melanzana Rossa di Rotonda Dop.L’appuntamento è con la puntata di mercoledì 15 settembre a partire dalle ore 11.00, in cui verrà mandato in onda un servizio girato nei giorni scorsi proprio nella Valle del Mercure, l’area di produzione della Melanzana Rossa.In particolare si porterà all’attenzione degli italiani questo particolarissimo prodotto, che ha ottenuto lo scorso luglio l’iscrizione definitiva della Dop, Denominazione di origine protetta, nel Registro europeo delle Dop e delle Igp, dopo essere già stato annoverato nel 2000 tra i Presìdi Slow Food. Riflettori puntati sui luoghi, sui metodi di produzione, sui piatti che si posso realizzare con la Melanzana Rossa e, infine, sul percorso fin qui svolto dal Comitato promotore – che riunisce le aziende produttrici – e l’Alsia, Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura, che dall’inizio hanno reso possibile il recupero e il rilancio commerciale di questo singolare ortaggio.
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martedì 26 maggio 2009

Matera | Con l'Alsia, le fattorie del Potentino in visita alla rete delle fattorie didattiche pugliesi

Protagoniste, una trentina di aziende agricole e agrituristiche della montagna potentina

Matera - Un’occasione di confronto e di scambio di esperienze su metodi e modelli organizzativi tra aziende agricole che hanno scelto di dare un valore didattico e sociale alla propria attività, ovvero di diventare “Fattorie didattiche”. Sarà questo lo scopo del viaggio-studio organizzato dall’Azienda agricola sperimentale dimostrativa “Pantano” di Pignola dell’Alsia, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, per le giornate di martedì 26 e mercoledì 27 maggio. Protagoniste, una trentina di aziende agricole e agrituristiche della montagna potentina in visita alla realtà della Rete “Masserie didattiche Puglia”.
Si tratta di uno dei viaggi-studio realizzati a conclusione dei corsi di “formazione a catalogo” su “Avvio e gestione delle Fattorie didattiche” realizzati dall’Alsia d’intesa col Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata e con risorse del Por, il Programma Operativo Regionale 2000-2006. L’intesa, che ha prodotto in tal senso una specifica delega all’Agenzia per la formazione, prevede appunto che i titolari d’azienda frequentino un percorso di qualificazione di almeno 40 ore per acquisire uno dei requisiti per l’iscrizione nell’Elenco regionale delle fattorie didattiche della Basilicata. In vigore dal luglio 2008, l’Elenco regionale è gestito direttamente dal Dipartimento Agricoltura, e dal 23 aprile scorso conta già 16 aziende iscritte. Nelle esperienze formative già concluse, dopo la formazione in aula, le “aspiranti” fattorie didattiche lucane hanno potuto conoscere da vicino realtà analoghe della Toscana e dell’Emilia Romagna, che già da tempo operano in questo settore. Il programma del viaggio-studi in Puglia è reso possibile dalla collaborazione con l’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e con il Cesam – Azienda Speciale della CCIAA di Foggia. Nella giornata di martedì 26 è previsto l’incontro con l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Enzo Russo, e con i funzionari regionali che seguono la Rete delle “Masserie didattiche”. Anche la Puglia, infatti, ha perfezionato recentemente il riconoscimento delle Fattorie didattiche con la legge regionale n. 2 del 2008, ed ha all’attivo 21 aziende. Seguirà un incontro con il direttore del “Consorzio Puglia in Masseria”, Tania Di Benedetto. La giornata di mercoledì 27 si svolgerà a Foggia, e vedrà l’incontro con i funzionari del Cesam, l’Azienda Speciale della locale Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura. In entrambe le giornate sono in programma le visite a sette “Masserie didattiche”, tra la provincia di Bari e di Foggia, per conoscere come i “colleghi pugliesi” accolgano e propongano alle scolaresche percorsi didattici, come il ciclo di trasformazione dalla farina in pasta e pane, quello del latte in formaggio, quello della frutta in confetture.
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