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martedì 23 febbraio 2010

PRESENTATO IL LIBRO CHE FOTOGRAFA LA BASILICATA DEL XII SEC.

Alla presenza dell'editore Giuseppe Barile e dell'Assessore Antonio Autilio è stato presentato alla stampa questa mattina, presso la Sala Agri del Dipartimento Formazione, Lavoro, Cultura e Sport, il libro dal titolo “SOLLAZZO PER CHI SI DILETTA DI GIRARE IL MONDO - E GIUNGE QUINDI IN BASILICATA”, fotografia della Basilicata del XII secolo del geografo e viaggiatore arabo Edrisi.
Il volume costituisce una preziosa memoria della geografia medioevale. Il Kitab Ruggiar, conesegnato a Ruggero II nel 1154, ritorna a noi oggi in una versione impreziosita da un ricco corredo iconografico nell’opera dell’editore di Irsina, Giuseppe Barile, che la Regione Basilicata ha deciso di promuovere, in due lingue, arabo e italiano, a testimonianza della possibile convivenza tra due culture e due mondi molto diversi tra loro. Il libro, di 224 pagine, è stampato in pentacromia; la rilegatura è in tela uso seta, con impressioni in oro e astuccio. Edrisi è un viaggiatore e un geografo dalle idee molto chiare circa la posizione della terra nell'universo, la sua forma, i suoi climi, la sua struttura: non piatta, come erroneamente riteniamo che fosse pensata nel medioevo, bensì "da quanto risulta dai discorsi dei filosofi, dei dotti più illustri e degli astronomi, la terra è rotonda come una sfera e l'acqua vi aderisce e vi si posa per inerzia naturale senza staccarsene. La terra e l'acqua son fisse nello spazio celeste, in posizione centrale, come il tuorlo in mezzo all'ovo, e l'atmosfera le circonda da ogni parte e le tira verso il cielo o le respinge. Dio sa il vero a questo riguardo".La narrazione di Edrisi diventa un pretesto per far emergere le testimonianze della presenza storico-artistica della cultura araba in Basilicata e farne affiorare i segni sopravvissuti tra gli affreschi e gli oggetti; riportare all'attualità gli antichi rioni della "RABATANA" di TURSI, PIETRAPERTOSA e TRICARICO, ovvero gli acquartieramenti di ABRIOLA, CASTELSARACENO, MONTEPELOSO e PESCOPAGANO.
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martedì 31 marzo 2009

Pietrapertosa tra i Borghi più belli d'Italia

Anche Pietrapertosa è stato ammesso a far parte del “Club dei Borghi più Belli d’Italia”. Lo rende noto il sindaco Pasquale Stasi, per il quale “in tal modo sono riconosciute le tante peculiarità di Pietrapertosa, che vanno dalle bellezze paesaggistiche delle Dolomiti Lucane in cui è incastonato, alle particolarità del centro storico, le cui origini sono antichissime, ai monumenti ed alle opere d’arte che ne testimoniano il passato nobile e glorioso, alle antiche tradizioni gelosamente custodite”. “Questo patrimonio – prosegue - riceve ora questa importante certificazione che per quanto gratificante non rappresenta il traguardo, ma piuttosto un’importante tappa del processo di sviluppo basato sul razionale e delicato utilizzo del notevole patrimonio che la natura e la storia ci hanno tramandato. Essere nel novero dei “Borghi più Belli d’Italia”, conferisce maggior lustro anche al “Parco Regionale di Gallipoli-Cognato Piccole Dolomiti Lucane” che vede al suo interno ben due, Pietrapertosa e Castelmezzano, dei cinque borghi lucani che si fregiano dell’esclusivo riconoscimento, gli altri, è noto, sono Acerenza, Guardia Perticara e Venosa. Notevole la portata dell’idea, nata in seno all’Anci di dar vita al “Club dei Borghi più Belli d’Italia”, che ha il grande merito – conclude Stasi - di certificare e promuovere le tante bellezze, particolarità, tradizioni e suggestioni celate tra le pieghe del territorio, che tanta parte possono giocare per lo sviluppo dello stesso in un periodo in cui vi sono sempre più viaggiatori attenti e sensibili che ricercano sapori, luoghi e valori autentici”. Questo traguardo è una conferma delle qualità del nostro borgo che ci riempie di orgoglio e che deve essere di stimolo, per amministratori e cittadini, a fare di più e meglio per la cura e la salvaguardia della bellezza di Pietrapertosa.
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venerdì 6 marzo 2009

VOLO DELL’ANGELO, INTERESSE ANCHE DA PARTE DI GIORNALI E TELEVISIONI ESTERE

Dolomiti Lucane, Castelmezzano, Pietrapertosa, volo dell’angelo: protagonisti sulla scena internazionale. A fine febbraio due pagine, con testimonianza e fotografie dell’attrazione lucana, sono apparse sul periodico tedesco «Reise Journal». Una pubblicazione da mezzo milione di copie. E’ il resoconto di emozioni e suggestioni registrate da alcuni giornalisti tedeschi che hanno vissuto l’esperienza del «volo dell’angelo»: il lancio, imbragati a un cavo d’acciaio, fra i picchi di Castelmezzano e Pietrapertosa. Una distanza di circa 1550 metri, a un’altezza che raggiunge i 400 metri dal suolo, con una velocità che può toccare anche i 120 chilometri orari. Solo l’estate scorsa sono stati effettuati 5.340 lanci. L’anno precedente, all’esordio, “volarono” invece 4.870 persone. Quasi 300 gli stranieri che hanno avuto modo di sperimentare il “volo”: il 76 per cento di essi proviene dall’Europa (Francia e Germania, soprattutto, ma anche Inghilterra e Svizzera); il 17 per cento dall’America; taluni anche da Africa, Asia e Oceania.
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