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lunedì 26 dicembre 2011

UN LUCANO DOC A SANREMO: ROCCO PAPALEO PRESENTA IL FESTIVAL CON MORANDI


UN LUCANO DOC A SANREMO: ROCCO PAPALEO PRESENTA IL FESTIVAL CON MORANDI

Lui si sente un cantautore «anche se con la musica non ci ho mai mangiato», ma questa volta con la sua amata chitarra salirà addirittura sul palco di Sanremo. Il lucano ROCCO PAPALEO affiancherà GIANNI MORANDI nella conduzione del Festival. 
Il nome di PAPALEO l'ha fatto a sorpresa il direttore artistico di Sanremo 2012 GIANMARCO MAZZI e subito Morandi ha commentato: «Sono da sempre un suo ammiratore e quando gliel'ho proposto, Rocco è rimasto immobile. Poi mi ha detto: "Va bene Gianni, ma non spargere subito la voce, lascia che lo dica prima a mia madre, altrimenti le prende un colpo"...». «Cercherò di seguire le orme, di essere divertente, magari riesco pure a cantare una canzoncina», dice PAPALEO. E Morandi aggiunge che «ci saranno altre presenze femminili», oltre all'annunciata Tamara Ecclestone.
A Papaleo gli impegni nel 2012 non mancano a premio del suo talento e della sua simpatia. A teatro sta girando l'Italia con "Una piccola impresa meridionale". Intanto PAPALEO è anche al cinema in questi giorni per la sesta volta tra i protagonisti del nuovo film di LEONARDO PIERACCIONI, "Finalmente la felicità", che sbanca al botteghino. E a marzo sarà improbabile marito di Luciana Littizzetto con un figlio pornostar nel film che Lucio Pellegrini ha tratto dal racconto di Nick Hornby "È nata una star?". 
Insomma continua per PAPALEO il trend positivo: dopo il successo strepitoso del suo esordio alla regia con "Basilicata coast to coast", il set del suo secondo film dovrebbe essere a settembre 2012. «Il film, scritto sempre con Valter Lupo», raccontava PAPALEO, «si intitolerà "Una piccola impresa meridionale", anche se la storia è diversa. La musica sarà ancora presente».


giovedì 9 settembre 2010

LA ROCCO PAPALEO BAND NELLE VIBRAZIONI LUCANE

Cinema, teatro, musica. Da ogni fronte stanno arrivando soddisfazioni per Rocco Papaleo, che il 2 settembre u.s.alle 21.30 è stato in scena al museo Madre, in via Luigi Settembrini, con il concerto-spettacolo "Basilicata coast to coast". Un titolo che rimanda al roadmovie con cui l' attore lucano ha esordito l' anno scorso dietro la macchina da presa. Il film, interpretato tra gli altri da Giovanna Mezzogiorno, Max Gazzè e Alessandro Gassman, si è imposto a sorpresa come uno dei maggiori successi di pubblico della passata stagione, donando alla carriera ultraventennale di Papaleo una seconda giovinezza. «Il bello di questo periodo d' oro- afferma l' attore 52enne - è che non mi cambia la testa anche se sicuramente è gratificante. Mi considero un artista e un artigiano, amo da impazzire questo lavoro e non ho mai conosciuto momenti di crisi». Lo spettacolo in programma stasera, inserito nel cartellone della rassegna "Un' estate al Madre", vedrà Papaleo cantare e suonare la chitarra con una band formata da Giovanni di Cosimo alla tromba, Marco Monaco alla batteria, Patrizio Sacco al contrabbasso e Francesco Accardo alle chitarre. Il gruppo eseguirà una serie di canzoni e monologhi divertenti, iperrealisti e sul filo della malinconia, che affrontano storie buffe e romantiche e racconti in cui nulla è dato per scontato. «È un esperimento a metà tra musica e teatro - spiega l' artista - dove la narrazione entra ed esce dal modulo canzone per raccontare di un viaggio da una costa all' altra di una regione poco conosciuta qual è la Basilicata. Il tutto avviene a piedi, con quel tempo dilatato che permette di affrontare un secondo percorso in un' altra terra poco nota, la nostra anima». Nel futuro dell' attore, tanto cinema e teatro: «Interpreto il padre di Checco Zalone nel suo nuovo film "Ma che bella giornata", mentre con Asia Argento ho girato la commedia "Essenzialmente tu". Sarò con Paola Cortellesi e Raoul Bova sul set di "Quella che non sei", opera prima di Massimiliano Bruni. E con la compagnia Gli Ipocriti preparo per novembre "Eduardo: più unico che raro", quattro atti unici di Eduardo De Filippo con la regia di Giancarlo Sepe».

Fonte: www.repubblica.it
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sabato 10 luglio 2010

CINEMA: ISCHIA FILM FESTIVAL PREMIA ROCCO PAPALEO E LA BASILICATA

L'Ischia Film Festival premia l'attore e regista Rocco Papaleo per il film ''Basilicata coast to coast'', viaggio on the road tra i paesaggi lucani attraverso cui si realizza pienamente un felice connubio tra racconto cinematografico e promozione territoriale. ''Ho diretto questo film soprattutto per me'' ha confessato Papaleo, ''ma non mi dispiace di aver fatto conoscere la mia regione ad un pubblico assai vasto. La Basilicata e' una terra poco conosciuta, noi lucani ci sentiamo un po' dimenticati e un po' eccentrici. Da giovane mi stava stretta, lavoravo a Roma negli stand delle fiere e mi chiedevano 'che marca e' la Basilicata'? Da adulti si ripensa al cammino fatto e il cinema, con la grande possibilita' di introspezione che possiede, mi ha dato modo di ripercorrere la mia regione e di riscoprire un certo sentimento e modo di essere lucano. Il fatto di andare a piedi credo che sia anche metaforicamente una condizione che ti mette in contatto con te stesso. E' come mettere una lente di ingrandimento dentro se stessi, nella propria anima e nei propri pensieri. Insomma, ho cercato di esprimere piu' un'atmosfera che una geografia''.
Papaleo ha poi parlato del cast: ''Li conoscevo quasi tutti. Non vorrei pero' che si pensasse al mio film come a una scampagnata tra amici perche' stato magnifico ma anche molto faticoso. Giovanna Mezzogiorno e' a monte di questo film, mi ha sempre spronato, incoraggiato, conoscevo suo padre e tra noi c'e' un legame molto forte. Paolo Briguglia non lo conoscevo, l'avevo visto a teatro (il luogo dove l'attore si rivela fino in fondo)e mi era piaciuto. L'ho trascinato con me in Basilicata un mese prima delle riprese. Abbiamo fatto concerti, cantato, viaggiato. In altre parole l'ho lucanizzato''.
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lunedì 7 giugno 2010

“BASILICATA COAST TO COAST”: CALA IL SIPARIO SULL’EDUCATIONAL E PRESS TOUR

Gli scogli della costa Tirrenica e la linearità delle spiagge ioniche. Il passato: custodito a Metaponto e Policoro tra le Tavole Palatine e il Museo Nazionale della Siritide. Il presente, con il verde incontaminato del Pollino ammaliato dalla sinuosità del Pino Loricato. I calanchi di Aliano e Matera che, grazie al gioco del Sasso Barisano e quello Caveoso sembra una “farfalla”.
Tutto questo è la Basilicata, terra che non si racconta, se non per indurre a visitarla e viverla.
Lo faranno con clienti e soci i Tour Operators, le agenzie di viaggio e i Cral toscani ed emiliani che hanno partecipato all’Educational Tour dell’Agenzia di Promozione Territoriale regionale. Lo faranno con i lettori, potenziali turisti, i tre giornalisti napoletani ospiti dell’Apt nell’ambito del Press Tour che si è dispiegato dal 4 al 6 giugno scorsi.
“Basilicata coast to coast” il titolo di entrambe le iniziative ispirate dal film di Rocco Papaleo per far conoscere la regione come ancora in pochi hanno fatto, direttamente sul posto, così da scoprirne i colori, gustarne i sapori, testarne l’ospitalità.
Giuliano Pedrelli, del Cral Acma-Gd di Bologna ha apprezzato le strutture ricettive visitate “per l’ottimo livello che le contraddistingue, legato alla comodità e all’accoglienza, le quali, con occhio di riguardo alla semplificazione dell’accessibilità, in alcuni casi, potrebbero rappresentare punti di eccellenza ineguagliabili”.
Nella consapevolezza che strumenti come educational e press tour non possono rivelarsi esaustivi perché la regione offre altro ancora rispetto ai percorsi proposti, entrambi sono indispensabili però a svelare l’esistenza di posti come “Maratea, Aliano, Matera – ha detto Pedrelli – dove intendo tornare con un gruppo perché affascinanti e destinati a rimanere a lungo impressi nella memoria”.
Immaginava una Basilicata più “brulla” Cristina Palazzeschi, dell’Adv Pratur, invece si è trovata “davanti ad un paesaggio del tutto inatteso, abbracciato da un verde curato, e costellato da strutture ricettive dall’arredamento ricercato”.
In Basilicata Gabriele Franchi, dell’associazione bolognese Arcibrecht, non c’era mai stato, “perché lontana dall’Emilia – ha commentato - ma vale la pena arrivare fin qui, in una terra ricca di tutto ciò che non si pensa di poter trovare. Il mio, ha aggiunto, vuol essere un monito a migliorare l’accessibilità per consentire a tutti di riempirsi gli occhi di simili meraviglie”.
Percorsi diversi per le due iniziative offerte dall’Agenzia di Promozione Territoriale, ma sensazioni comuni.
Riconoscendo come “non stupisce che registi di fama mondiale abbiano scelto questa regione per girare i loro film”, Eduardo Cagnazzi, penna di “Porti e Diporti” e “Il Roma”, ha inconsapevolmente condiviso l’osservazione di Franchi.
La Basilicata non sarebbe un “mistero” per molti più turisti se “si puntasse a potenziarne i trasporti, dotando una meta della portata di Matera di una stazione ferroviaria”.
Strategica, per Vera De Luca, giornalista de “Il Golfo”, la scelta dell’Apt di puntare sul turismo di prossimità, creando questa rete con regioni limitrofe come Campania, Puglia, e Lazio”. Un’idea che favorisce la scoperta nella scoperta: “La bella Basilicata, parte di una bella Italia”. Stupefacente, poi, lo spettacolo cui si assiste “arrampicandosi” sui sentieri del Parco Nazionale del Pollino: “Non si può non riconoscere che il versante lucano è ben curato rispetto a quello del territorio calabrese, e al centro di iniziative come il ‘matrimonio tra gli alberi’ celebrato nei diversi comuni che in esso ricadono”.
Per rendere merito a quanto può rappresentare un viaggio attraverso la Basilicata, Harry De Luca, de “L’Avanti”, nei suoi articoli non potrà fare a meno di sottolineare che “una delle ricchezze lucane risiede nel possedere un patrimonio che conserva il suo passato nel presente”.
Tra i Sassi, a Matera, echeggia un suono: “Cuccù”. E’ un simbolo della città, un piccolo gallo, il Cuccù, appunto, frutto del lavoro degli artigiani locali in passato considerato un portafortuna. E la credenza sopravvive ancora oggi. Per questo ne è stato distribuito uno per ogni partecipante, per regalare anche una traccia visibile della Basilicata, dopo quelle lasciate negli occhi, e nel cuore.
Comunicato stampa APT Basilicata
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martedì 25 maggio 2010

EDUCATIONAL TOUR “COAST TO COAST”, OSPITI GLI OPERATORI DI LATINA

Ospitale, sbalorditiva e segreta. Luogo di meditazione, arte e cultura.
E’ la Basilicata vista da chi non l’aveva mai conosciuta o da chi non ci tornava ormai da trent’anni.
E’ la Basilicata vista da agenzie di viaggi, Cral e associazioni con finalità turistiche che dal 21 al 23 maggio hanno visitato la regione, complice l’Educational Tour “Coast to Coast” organizzato e offerto dall’Agenzia di Promozione Territoriale lucana e dalla Regione Basilicata.
Un appuntamento che fa seguito ai contatti presi nel corso dei Workshop promossi dall’APT nelle città obiettivo di Latina, Firenze e Bologna.
Il titolo dell’iniziativa prende spunto dal film del regista e attore lucano Rocco Papaleo: “Basilicata coast to coast”, iniziativa che, volutamente, ha messo gli ospiti laziali sulle tracce dei quattro protagonisti del lavoro cinematografico.
Certo non si sono diretti a piedi dalla Costa Tirrenica a quella Ionica, né hanno toccato tutti i comuni attraversati dai musicisti-viandanti, ma l’itinerario predisposto dell’Agenzia di Promozione Territoriale ha esercitato grande fascino: da Maratea a Matera, passando per Aliano, Policoro e Metaponto, visitando la costa della cittadina tirrenica e i luoghi raccontati da Carlo Levi, il Museo Nazionale della Siritide e il Tempio di Hera.
“Incantevoli e mozzafiato” sono stati definiti dagli operatori di Latina i Sassi by night e le Chiese Rupestri: “E’ la segretezza a rendere più belli questi posti”, hanno commentato unanimi. “In pochi giorni – hanno aggiunto - si può scoprire il meglio di una realtà tanto caratteristica e che tra i valori assolutamente singolari vanta l’ospitalità resa dalla cortesia della gente e dalla professionalità degli operatori”.
Nella tre giorni il gruppo ha visitato strutture ricettive prendendo contatti per futuri viaggi da promuovere in Basilicata.
Tra i punti di forza riconosciuti dagli operatori in questa tappa lucana, “la gentilezza dei proprietari, la buona cucina e l’organizzazione”.
Matera si conferma ancora la locomotiva di immagine della regione, città “giovane” e custode di modernità e antichità insieme. Per quanti non tornavano da tempo, è stato “quasi emozionante ritrovarsi tra i Sassi e scoprire che ora, grazie alla valorizzazione dei siti, laddove c’erano solo pietre e caverne c’è vita”.
Coloro che sono stati in Campania, Puglia e Calabria ma non in Basilicata, convinti “ci fosse poco da vedere” hanno dovuto fare i conti con “una piacevole scoperta da esplorare e pubblicizzare”. Non ultima, tra le peculiarità apprezzate, la natura incantevole e il verde incontaminato che ben si prestano a forme di turismo forse ancora non del tutto radicate nel territorio.
Lo hanno osservato alcuni operatori laziali che adottano approcci olistici nella cura della persona, per i quali in posti simili sarebbe “facile coniugare attività di meditazione, massaggi e yoga con arte e bellezza”.
Un binomio, quest’ultimo, che conquista anche l’interesse di addetti ai lavori specializzati in tour che non trascurano gli amanti del romanticismo e dell’intimità.
La Basilicata, infatti, potrebbe presto essere meta di un itinerario realizzato ad hoc per gli innamorati in occasione del San Valentino 2011.
In attesa di questo appuntamento, la regione offrirà ancora una volta le sue bellezze alla vista degli operatori del turismo: dal 4 al 6 giugno prossimi ospiti saranno agenzie di viaggi e Cral provenienti da Firenze e Bologna.
Comunicato stampa APT Basilicata
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lunedì 26 aprile 2010

BASILICATA COAST TO COAST VARCA L’ATLANTICO

“Basilicata coast to coast”, il film di Rocco Papaleo supera i due milioni di euro di incasso dopo 18 giorni di programmazione nelle sale italiane ed è nei primi posti nelle classifiche. La risposta delle comunità lucane sparse per la Penisola è stata di entusiasmo, come avevamo previsto”. Lo afferma il presidente della Commissione lucani all’estero, Pietro Simonetti. “Anche il libro di Angela Langone “I lucani” ha trovato buona accoglienza nelle librerie. Adesso il film di Papaleo varca l’Atlantico. Il 29 sara’ presentato a Rio De Janeiro, il 2 maggio a Buenos Aires, il 5 a Rosario e il 6 a Montevideo, in Uruguay. Rocco Papaleo ha voluto così rispondere alle richieste delle associazioni lucane partendo dall’America latina per poi concentrarsi in Europa, a partire dalla Svizzera. La presentazione del film sarà effettuata nell’ambito di iniziative già programmate dalla commissione, in collaborazione con il Maratea film festival e risulta più importante dopo la definizione dei criteri per gli incentivi sul turismo di rientro. Questo anche per ottenere le ricadute sull’economia e sul turismo. Forte, infatti è stata la copertura mediatica del film. Il primo maggio il cast sarà ospite del concerto di piazza a S.Giovanni, a Roma.
Fonte: www.basilicatanet.it
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giovedì 8 aprile 2010

BASILICATA COAST TO COAST

Nelle sale cinematografiche italiane da venerdi 9 il film d’esordio alla regia dell’attore Rocco Papaleo, prodotto dalla Pao Cinematografica e dalla Eagle Pictures, dal titolo “BASILICATA COAST TO COAST" con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, Rocco Papaleo e Giovanna Mezzogiorno. “BASILICATA COAST TO COAST è una commedia musicale, un viaggio denso di imprevisti e di incontri rocamboleschi che porta una combriccola di musicisti a mettersi in cammino al ritmo delle loro strofe musicali per partecipare al Festival del teatro-canzone di Scanzano Jonico, attraversando a piedi la Basilicata, dal Tirreno allo Ionio, lungo il tragitto che dà il titolo al progetto. Il viaggio avrà un valore terapeutico.” (motivazioni della commissione Ministero per i Beni e le attività culturali) “BASILICATA COAST TO COAST è una squisita commedia corale, picaresca e canterina, malinconica e stralunata, che tra gag esilaranti, sagaci dialoghi e amare constatazioni di vita, prende quota per crescere ininterrottamente fino all’epilogo a sorpresa.”
"Se qualcuno mi chiedesse il perchè del film forse non saprei rispondere in modo organico e organizzato. Parlerei di una qualche necessità espressiva, senza giustificare il concetto di necessario, esporrei confusamente quel marasma di suggestioni che popolano le mie ore da perdigiorno che sogna la vita , mi perderei in voli irregolari difficilmente comprensibili anche da me stesso.
Cosi mi limiterò a dire che sono deciso ad affrontare il viaggio cinematografico sedendomi al posto dell’autista perché dentro la mia immaginazione si è formata una storia. Altre volte mi è successo di accogliere idee,spunti o trame, e mi è capitato di partecipare a sceneggiature che poi sono state realizzate, inoltre ho sempre cercato di collaborare nella costruzione della grammatica dei personaggi che ho interpretato, ma questa volta è arrivata un’idea più larga, che in se contiene la trasversalità del mio percorso fin qui fatto.
Pratico da molto tempo il teatro-canzone, e ci ho speso le mie energie migliori, quel modo di raccontare entrando e uscendo dalla forma canzone mi ha fatto pensare alla possibilità di un film di fare lo stesso lavoro, forse meglio, potendo contare su di un esposizione più complessa. Ho chiamato Valter Lupo, con cui ho sempre scritto e messo in scena gli spettacoli di questi anni, e gli ho raccontato questa storiella che mi era arrivata, ci siamo convinti quasi subito che valeva la pena tentare e abbiamo scritto una sceneggiatura. È venuta fuori diversa da come ce la immaginavamo, quasi come se i personaggi della storia una volta messi in campo abbiano agito per conto loro, naturalmente esagero, ma volevo solo dire che la trama era fertile e abbiamo avuto molte sorprese dalla nostra immaginazione.
In quanto alla questione di propormi come regista, ci tengo a dire che sono diversi anni che cova dentro di me questo desiderio, e cioè da quando mi fu commissionata la realizzazione di un cortometraggio, esperienza che mi ha fatto attraversare tutte le fasi della realizzazione filmica e fatto scoprire una sincera passione per tutto il lavoro esterno alla performance attoriale, dalla progettazione alla post produzione.Il mio intento è fare un film sul sud da cui provengo, cosi come lo guardavo da giovane, con la sua capacita di fare ed inseguire sogni, la voglia e la possibilità di cercare un cambiamento,la leggerezza poetica di cui è capace. Mi piacerebbe che questa storia si proponesse come specchio in cui i miei conterranei possano guardarsi e scoprirsi diversi da come una certa filmografia, che per altro apprezzo tantissimo, giustamente ci dipinge, sento che la gente ha bisogno di essere stimolata dalla poesia per uscire da una depressione che l’attanaglia e ne inibisce le potenzialità. Ecco qua, ci ho provato a dire che per me è giunto il momento di fare qualcosa di più per me e per gli altri". (Rocco Papaleo)
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mercoledì 10 marzo 2010

BASILICATA COAST TO COAST …ECCO L’ANTEPRIMA!

Una combriccola di musicisti si mettono in viaggio per partecipare al Festival del teatro-canzone di SCANZANO JONICO, attraversando a piedi la BASILICATA, dal Tirreno allo Ionio, lungo il tragitto che dà il titolo al film. Il viaggio avrà per tutti un valore terapeutico.
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venerdì 5 marzo 2010

E' IN ARRIVO NELLE SALE "BASILICATA COAST TO COAST"

In uscita nelle sale venerdì 9 aprile 2010 il film “BASILICATA COAST TO COAST“. Il film diretto da ROCCO PAPALEO è stato girato in BASILICATA e racconta di questo viaggio da una costa all’altra della BASILICATA fatto a piedi.
Il soggetto è stato scritto da ROCCO PAPALEO e Valter Lupo. I protagonisti: Nicola Palmieri, chitarra e voce. Salvatore Chiarelli, tromba. Rocco Santamaria, percussioni. Franco Cardillo, contrabbasso.
Da ragazzi erano una band di provincia, adesso sono un professore di matematica, un tabaccaio, un falegname e un attore. Non suonano insieme da più di dieci anni. Ma la passione mai spenta per la musica, riaffiora in una calda estate lucana, così che i quattro musicisti amatoriali, decidono di rimettere su il gruppo per partecipare al festival del teatro-canzone di POLICORO.
I quattro amici sono di MARATEA e per andare a POLICORO devono attraversare tutta la Basilicata, dalla costa tirrenica a quella ionica. Niente di che, un centinaio di chilometri, che con la superstrada si percorrono in poco più di un’ora. Ma i nostri musicisti hanno pensato bene di non prendere la superstrada, e nemmeno l’automobile: a Policoro ci andranno a piedi e non ci metteranno un’ora e mezzo, ma dieci giorni.
“BASILICATA COAST TO COAST” è il racconto della loro incredibile impresa, un viaggio denso di imprevisti e di incontri rocamboleschi, seguendo strade alternative, sullo sfondo di paesaggi rurali intatti, sfiorando paesini dimenticati dal tempo. Con loro porteranno il minimo indispensabile, due tende da campo, una scorta di viveri e gli strumenti musicali. Il tutto caricato su un carretto trainato da un mulo. Durante il viaggio proveranno le canzoni da fare al festival, magari esibendosi in concertini occasionali nei paesi che via via incontreranno. Si fermeranno a dormire lungo la strada, allestendo dei bivacchi improvvisati.
L’idea, un po’ strampalata e un po’ poetica, né più e né meno di loro, è quella di regalarsi dieci giorni in cui staccare completamente con la quotidianità delle proprie vite… Niente giornali, telefonini, comfort… Per provare a spegnere il rumore di fondo in cui sono (siamo) costantemente immersi, e per sentire se sotto quel rumore, che ovunque è lo stesso, esista ancora un suono autentico, arcaico, quello delle loro radici, della loro terra.
Ad accompagnarli lungo il viaggio c’è anche una donna, una giovane giornalista, Tropea Limongi, costretta dal piccolo network locale in cui lavora a fare un reportage dell’avventura. Un lavoro che inizia di malavoglia e la pone in aperto contrasto con i quattro musicisti, che trova insulsi e velleitari e di cui non condivide minimamente la poetica naive. Ma durante il viaggio molte cose cambieranno.
In un finale sorprendente e tragicomico, i protagonisti di questa storia, mancano clamorosamente l’appuntamento con il festival. All’ultimo sbagliano strada, si perdono, e quando arrivano a POLICORO ormai è notte fonda e tutto è finito.
L’amarezza però dura solo un istante, il viaggio non è stato inutile, per tutti ha rappresentato il giro di boa della propria vita. Qualcuno ha trovato l’amore, qualcun altro la forza per liberarsi da un passato ingombrante, qualcun altro ancora il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Quelle che arrivano a POLICORO non sono più le stesse persone che erano partite da MARATEA. Il loro è stato prima di tutto un percorso interiore, e poco importa se hanno mancato l’arrivo.
Come certe volte accade nella vita, proprio sbagliando strada, perdendosi, si finisce per trovare se stessi.
L’intento di ROCCO PAPALEO è quello di fare un film sul sud da cui proviene, cosi come lo guardava da giovane, con la sua capacita di fare ed inseguire sogni, la voglia e la possibilità di cercare un cambiamento, la leggerezza poetica di cui è capace.
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domenica 13 dicembre 2009

"BASILICATA COAST TO COAST": UN VIAGGIO DALLA COSTA TIRRENICA A QUELLA IONICA

Come da promessa fatta lo scorso anno, la Eagle Pictures produce un film italiano e lo distribuisce nel 2010. Paco Cinematografica e Eagle Pictures hanno presentato l'opera prima di Rocco Papaleo, che finalmente si cimenta come regista e, dalle prime immagini mostrate, sembra con successo. Il titolo del film, girato la scorsa estate e ora in post-produzione, porta il titolo di "BASILICATA COAST TO COAST" e narra di uno squinternato gruppo di musicisti, che decidono di intraprendere l'eroico viaggio a piedi dalla costa tirrenica a quella ionica.Nel cast, giovani attori di spessore come Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Giovanna Mezzogiorno e un sorprendente Max Gazzè. Il film ha i toni della commedia e ha colpito la platea degli esercenti che ha risposto alle clip proiettate con applausi e risate.

Video Special Eagle Pictures: "Basilicata Coast-to-Coast"
http://www.facebook.com/l/9c038;www.giornatedicinema.it/webtv/index.php?video=142
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mercoledì 23 settembre 2009

Il film "BASILICATA COAST TO COAST"

Sono cominciate nel centro storico di Scanzano Jonico le riprese del film "BASILICATA COEST TO COAST", per la regia di Rocco Papaleo, con Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno, Max Gazzè e lo stesso Papaleo.Il film è una commedia musicale, un viaggio denso di imprevisti e di incontri rocamboleschi che porta una combriccola di musicisti a mettersi in cammino al ritmo delle loro strofe musicali per partecipare al Festival del teatro-canzone di Scanzano Jonico, attraversando a piedi la Basilicata, dal Tirreno allo Ionio, lungo il tragitto che dà il titolo al progetto. Il viaggio avrà un valore terapeutico. Una squisita commedia corale, picaresca e canterina, malinconica e stralunata, che tra gag esilaranti, sagaci dialoghi e amare constatazioni di vita, prende quota per crescere ininterrottamente fino all'epilogo a sorpresa. "Il mio intento - commenta Rocco Papaleo - è fare un film sul Sud da cui provengo, cosi come lo guardavo da giovane, con la sua capacita di fare ed inseguire sogni, la voglia e la possibilità di cercare un cambiamento,la leggerezza poetica di cui è capace. Mi piacerebbe che questa storia si proponesse come specchio in cui i miei conterranei possano guardarsi e scoprirsi diversi da come una certa filmografia, che per altro apprezzo tantissimo, giustamente ci dipinge, sento che la gente ha bisogno di essere stimolata dalla poesia per uscire da una depressione che l'attanaglia e ne inibisce le potenzialità".

Fonte: http://potenza.blogolandia.it/
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sabato 18 luglio 2009

BASILICATA COAST TO COAST

E’ in fase di preparazione il film “Basilicata coast to coast“. Il film diretto da Rocco Papaleo sarà girato in Basilicata e racconta di questo viaggio da una costa all’altra della Basilicata fatto a piedi.

Il soggetto è stato scritto da Rocco Papaleo e Valter Lupo. I protagonisti: Nicola Palmieri, chitarra e voce. Salvatore Chiarelli, tromba. Rocco Santamaria, percussioni. Franco Cardillo, contrabbasso.
Da ragazzi erano una band di provincia, adesso sono un professore di matematica, un tabaccaio, un falegname e un attore. Non suonano insieme da più di dieci anni. Ma la passione mai spenta per la musica, riaffiora in una calda estate lucana, così che i quattro musicisti amatoriali, decidono di rimettere su il gruppo per partecipare al festival del teatro-canzone di Policoro.
I quattro amici sono di Maratea e per andare a Policoro devono attraversare tutta la Basilicata, dalla costa tirrenica a quella ionica. Niente di che, un centinaio di chilometri, che con la superstrada si percorrono in poco più di un’ora. Ma i nostri musicisti hanno pensato bene di non prendere la superstrada, e nemmeno l’automobile: a Policoro ci andranno a piedi e non ci metteranno un’ora e mezzo, ma dieci giorni.
“Basilicata coast to coast” è il racconto della loro incredibile impresa, un viaggio denso di imprevisti e di incontri rocamboleschi, seguendo strade alternative, sullo sfondo di paesaggi rurali intatti, sfiorando paesini dimenticati dal tempo. Con loro porteranno il minimo indispensabile, due tende da campo, una scorta di viveri e gli strumenti musicali. Il tutto caricato su un carretto trainato da un mulo. Durante il viaggio proveranno le canzoni da fare al festival, magari esibendosi in concertini occasionali nei paesi che via via incontreranno. Si fermeranno a dormire lungo la strada, allestendo dei bivacchi improvvisati.
L’idea, un po’ strampalata e un po’ poetica, né più e né meno di loro, è quella di regalarsi dieci giorni in cui staccare completamente con la quotidianità delle proprie vite… Niente giornali, telefonini, comfort… Per provare a spegnere il rumore di fondo in cui sono (siamo) costantemente immersi, e per sentire se sotto quel rumore, che ovunque è lo stesso, esista ancora un suono autentico, arcaico, quello delle loro radici, della loro terra.
Ad accompagnarli lungo il viaggio c’è anche una donna, una giovane giornalista, Tropea Limongi, costretta dal piccolo network locale in cui lavora a fare un reportage dell’avventura. Un lavoro che inizia di malavoglia e la pone in aperto contrasto con i quattro musicisti, che trova insulsi e velleitari e di cui non condivide minimamente la poetica naive.
Ma durante il viaggio molte cose cambieranno.
In un finale sorprendente e tragicomico, i protagonisti di questa storia, mancano clamorosamente l’appuntamento con il festival. All’ultimo sbagliano strada, si perdono, e quando arrivano a Policoro ormai è notte fonda e tutto è finito.
L’amarezza però dura solo un istante, il viaggio non è stato inutile, per tutti ha rappresentato il giro di boa della propria vita. Qualcuno ha trovato l’amore, qualcun altro la forza per liberarsi da un passato ingombrante, qualcun altro ancora il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Quelle che arrivano a Policoro non sono più le stesse persone che erano partite da Maratea. Il loro è stato prima di tutto un percorso interiore, e poco importa se hanno mancato l’arrivo.
Come certe volte accade nella vita, proprio sbagliando strada, perdendosi, si finisce per trovare se stessi.
L’intento di Rocco Papaleo è quello di fare un film sul sud da cui proviene, cosi come lo guardava da giovane, con la sua capacita di fare ed inseguire sogni, la voglia e la possibilità di cercare un cambiamento, la leggerezza poetica di cui è capace.
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